Parliamo di.....

 

 

 
 

Rubens Tofano de Barros 

 

 

Grazie a Concapeligna ha ritrovato la sua famiglia...

 

 

 

 
 
 
 

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Un sogno coronato: conoscere Pratola

Il 25 settembre 2002 è stato un giorno davvero importante per Rubens Tofano De Barros, medico cardiologo di Marilla, cittadina brasiliana dello stato di San Paolo. E non solo perché ha compiuto il suo cinquantesimo anno di età. Grazie al sito internet di Concapeligna ha coronato il sogno che coltivava ormai da qualche anno: conoscere i suoi parenti italiani e Pratola; insomma, scoprire le sue radici.

Il paese d’origine nei ricordi dei progenitori

Al medico di Marilla ed alla sua famiglia è capitato quello che è accaduto a molti italiani che hanno lasciato la loro patria alla ricerca di un futuro migliore, senza però smettere di amarla e di parlarne: nel tempo i rapporti con il paese d'origine si sono affievoliti ed i legami familiari, con la scomparsa dei progenitori, si sono perduti. Non però i ricordi, trasmessi attraverso  i racconti.

Proprio i ricordi  hanno fatto crescere nel medico dello stato di San Paolo il desiderio di conoscere i parenti e di vedere i luoghi tanto amati dai suoi antenati.

I bisnonni partono nel 1896 per il Brasile

I suoi bisnonni, Pietro Tofano e Maria Antonia Tarullo, lasciano Pratola nel 1896. Destinazione Brasile. Vanno a lavorare in una piantagione di caffè. 

Con loro ci sono i due figli.

Non è difficile immaginare la tensione mista a felicità dei bisnonni di Rubens Tofano nel momento in cui il vaporetto salpa per il paese sudamericano. 

Ora si sa quasi tutto del Brasile. Ma allora, Pietro Tofano e Maria Antonia Tarullo, dovevano saperne ben poco.

Certo ci doveva essere qualcuno ad aspettarli in Brasile, forse qualche concittadino che li aveva chiamati prospettando loro una vita migliore. 

Il fenomeno dell’emigrazione pratolana in sudamerica a cavallo tra l’ottocento ed il novecento andrebbe scandagliato per verificarne la portata e le caratteristiche.

I ricordi del nonno, inizia la ricerca

Il cardiologo sa perfettamente che la sua origine è italiana e pratolana in particolare. E’ suo nonno, Domenico, che qualche volta parla di Pratola. Chiede al nipote di rintracciare i parenti. Sono ricordi magici e parole che si scolpiscono nella mente del medico.

Individuare i propri parenti in un paese di ottomila abitanti non è semplice. Soprattutto quando con i famigliari i rapporti si sono prima attenuati e poi, da decenni, interrotti del tutto.

Il medico brasiliano avvia le sue ricerche nel 1998. Si rende subito conto che l’impresa è ardua.

Con www.concapeligna.it si verifica la svolta

Nei primi mesi del 2002 Rubens Tofano de Barros si imbatte nell’unico portale della Valle Peligna, creato e gestito da Gabriel De Pamphilis.

Il fatto costituisce una vera e propria svolta che dà nuovo impulso alle ricerche. Ci sono i primi scambi di posta elettronica. Gabriel De Pamphilis, colpito dalle parole del medico brasiliano, si attiva.

Secondo colpo di fortuna per il cardiologo. Gabriele De Pamhilis incontra Gino Tofano cui chiede se ha parenti in Brasile. In Brasile no, ma forse in America sì. Così gli sembra di ricordare, anche se vagamente. Gino Tofano approfondisce la questione dei parenti all’estero. Seguono scambi di e-mail, verifiche anagrafiche e incroci di ricordi per verificarne l’esattezza.

Carramba che sorpresa

E, carramba che sorpresa, per merito del sito www.concapeligna.it, dopo 107 anni, il ramo brasiliano della famiglia Tofano e quello pratolano si incontrano. Ma è un incontro virtuale che corre sulla rete.

Bello sì, ma certo non sufficiente per Rubens Tofano, il cui desiderio, ora più forte di prima, è di “tornare” anche fisicamente nel paese che suo nonno gli ha insegnato ad amare.

Il ritorno

Il cardiologo è stato invitato ad un convegno scientifico in Francia. L’occasione è davvero ghiotta per un “salto” a Pratola.

Qualche ora di viaggio ed il sogno è realizzato.

Rubens Tofano De Barros trascorre una settimana nel centro peligno.

Incontra ed abbraccia i parenti.

Le autorità comunali lo ricevono in pompa magna.

 

testo: Fiorindo Carducci

photo Gabriel De Pamphilis

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