Buone Feste dai Nostri Sponsor

 

   

Natale e dintorni

Il Ceppo, l'Albero, il Presepe

di Sergio Santilli

In alcune famiglie, almeno quelle che hanno il camino, si usa ancora bruciare “Lu ticchie”, un robusto ceppo di buona legna e lasciarlo ardere per tutta la notte di Natale. Il ceppo di antica usanza pagana, si richiama al valore purificatorio del fuoco, con esso si brucia il vecchio anno con tutti i suoi guai ed i suoi dolori.

Nel rituale natalizio il significato è diverso. Oltre a simboleggiare la conclusione dell’anno solare, il ceppo che brucia, sta a significare la distruzione del peccato originale.

Usanza voleva che fosse il più anziano della famiglia a collocare il ceppo sul focolare, poi appena cominciava ad ardere versava un pò di vino sul tronco, in ricordo del sangue di Cristo. Vicino al ceppo si mettevano anche dei soldi, da dare ai bambini dopo la recita della poesia di Natale. Anticamente le ceneri del ceppo ed il carbone, venivano sparse sulla soglia di casa oppure interrate in campagna per augurare buon raccolto.

Anche l’albero di Natale è un usanza antica, simboleggia l’inizio del nuovo anno ed aveva significato di buon auspicio per un raccolto abbondante. Era in uso nei popoli del nord Europa, allo scopo di tenere sempre in buona vista il suo verde e sentire il suo aroma, segno di vita perenne. L’introduzione dell’albero in Italia è recente, fine ottocento.

Una volta su di esso si appendevano mele mature, arance ed anche ostie eucaristiche. Ora l’usanza  è cambiata e si preferisce appendere doni.

Di antica tradizione anche il vischio, che cresce sulla corteccia di alcuni alberi.

Gli antichi popoli, pensavano fossero gocce di sole. A raccogliere il vischio erano sacerdoti con lame consacrate, stando ben attenti a non contaminarlo, facendogli

toccare terra. A ben guardare poco dopo la sua recisione, il vischio diventa dorato.

Come pura usanza cristiana nasce il presepe. Fu S.Francesco, di ritorno da un viaggio in Terra Santa, ad allestire nel bosco di Greccio, nel reatino, suo eremo, nel 1223 la prima rappresentazione natalizia.

Fu evento storico oltre che artistico. A cominciare da Giotto molti pittori rappresentarono la Natività di Gesù. La parola Presepio o Presepe, significa davanti al chiuso, davanti alla stalla.

A diffondere maggiormente l'uso del presepe furono i francescani, i domenicani, i gesuiti. 

Dal presepe nasce la tradizione di Gesù bambino portatore di doni, come Santa Claus (Babbo Natale), Santa Lucia (Nord Europa) la Befana per i più piccini. Tra adulti si usa scambiare le strenne di Natale. La parola deriva da Strenìa, dea sabina. Difatti Tazio, Re sabino, pare usasse donare per il nuovo anno, i rami sacri tagliati dal bosco di Strenìa, vicino la via sacra. 

I romani usavano regalarsi ramoscelli di ulivo, alloro, fichi e miele, alle calende di gennaio, per augurarsi un dolce anno. Fu l’Imperatore Augusto a sostituire questi doni con oggetti di valore e denaro spesso accompagnati da biglietti augurali o scherzosi.

Agenzia Web De Pamphilis - OFFERTA SPECIALE

 concapeligna.it Tutti i diritti riservati

Indietro

copyright © 2000

Made in Conca